sensemaking

Dopo una settimana, cosa mi aspetto?


Non è il primo blog che inizio. Non è il primo progetto che intraprendo. Mi conosco bene, dopo un po’ le urgenze hanno il sopravvento, passa una settimana di silenzio, poi un mese, poi un anno. Ma questa volta vorrei che durasse!

Mi sono chiesto cosa mi aspetto. Non solo di raccontare e condividere le mie idee e le mie emozioni, collegandole al senso del mio percorso di ricerca e formazione, oserei dire educazione. Mi aspetto anche di creare un luogo che oltre a parlare faccia altro. Faccia incontrare: incontrare persone diverse, storie diverse, intrecci irripetibili che finiscono qui in una matassa di fili di lana aggrovigliati. Faccia discutere: esprimere consenso e dissenso, confrontarsi, apertamente e liberamente. Faccia cambiare qualcosa: non c’è senso del narrarsi e del far narrare se non come parte di un disegno più ambizioso.

Uno dei miei più cari amici, direbbe che qui si scatena l’azione nel senso che ne dà Hannah Arendt. Qualcosa che come nasce sfugge al suo autore. Ecco perché vi invito a iscrivervi a questo blog, a leggerlo, a commentarlo, a integrarlo e interrogarlo, a diffonderlo e magari consigliarlo, ma soprattutto ad usarlo quando vi trovate davanti ad una decisione che riguarda persone e organizzazioni…

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