organization, sensemaking, social_media

Il social re-engineering


Il social re-engineering è il modo con il quale definisco la prossima evoluzione dei processi di organizzazione del lavoro e di gestione delle risorse umane. Il paradigma sul quale abbiamo lavorato per anni ha raggiunto la sua parabola discendente, anche se si è cercato di rivitalizzarlo con approcci discutibili come quello del talent management che si stanno rivelando poco soddisfacenti per tanti motivi: le persone di talento non richiedono di essere gestite, si gestiscono da sole; il vero problema sono gli essential contributori dei quali ci siamo dimenticati ecc.

Il social re-engineering è “the next big thing” del management ed è il ripensamento strategico delle imprese a partire dalle tecnologie di social media, meglio ancora a partire dal nuovo modello di società liquida in cui viviamo. Abbandona l’idea del controllo per abbracciare quella della cooperazione come vera base del business (come sosteneva già negli anni ’30 del secolo scorso Chester Barnard!) e la porta alle sue conseguenze migliori, disegnando imprese più aperte e innovative, luoghi di lavoro più diffusi e linkati, una società pienamente consapevole del nuovo.

Il social re-engineering ha alcuni punti in comune con il Business Process re-engineering degli anni ’90:

  1. l’idea di ripensare integralmente processi e attività a partire dal loro valore
  2. l’impatto della tecnologia e delle metriche
  3. la caratteristica di tecnica disrupting rispetto alle pratiche tradizionali di consulenza.

Ma si distingue da adesso per alcune specificità che sono:

  1. la centralità delle persone che sono i veri attori del cambiamento e dell’innovazione
  2. l’enfasi sulla sperimentazione e sulle logiche evolutive ed evoluzioniste del cambiamento
  3. la centralità dell’organizzazione rispetto ai consulenti.

Questa transizione richiede manager coraggiosi e nuove figure di supporto, i tecnologi, ma soprattutto dei corporate sensemaker che comprendano la vera natura dell’organizzazione e la aiutino a trasofrmarsi.

3 thoughts on “Il social re-engineering

  1. Giuseppe Lisena

    Luca, il tuo post è troppo interessante per tacere: aggiungo alcuni miei elementi di fattibilità dell’approccio social per il re-engineering.
    1. In primo luogo, alcune analisi vengono già fatte analizzando esclusivamente le relazioni tra le persone (vedi soprattutto il successo dell’approccio di Flores o Social Network Analysis) poi 2. parliamo dei costi e dei tempi di un approccio social: sensibilmente inferiori per analizzare e ridisegnare i processi. 3. Terzo elemento, davvero disruptive, è la semplificazione dei processi che non vuol dire banalizzazione ma abbandono delle sovra-strutture dettate dalla necessita di nominare, dominare e controllare le pratiche di lavoro… un tentativo davvero improbo vista la velocità e liquidità delle organizzazioni e del mercato, una fatica di Sisifo insomma. 4. Quarto e poi taccio: se le motivazioni delle persone sono centrali per il futuro di un’azienda, (oggi più di ieri) c’è qualcosa di più motivante di essere artefice dell’evoluzione della propria organizzazione, altro che convention sul lago!
    A questo punto, (quello della sfida per la sopravvivenza) sono pronti i nostri manager a perdere fette di apparente controllo? Pronti ad evolvere? Oppure dovrò leggermi sempre l’organigramma facendo finta di capire come lavorano le aziende?…quando vuoi approfondiamo… piccolo esploratore Giuseppe

  2. Luciano Lampi

    Carissimi, nel suo libro La Scienza della Vita
    Le connessione fra la natura Nascosta Gli Esseri viventi,
    Fritjof Capra mostra già il reale funzionamento, in collaborazione, delle strutture informali delle organizzazioni. Il internet social networking aggrava il fenomeno.

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