management, organization, sensemaking

Abitudini, mode e convinzioni prevalgono sui fatti


Il management non è un’arte e nemmeno una scienza, ma una responsabilità. Le azioni e le decisioni di un manager hanno ricadute importanti su tanti esseri viventi e necessitano oltre che di abilità e intelligenza, di tanta capacità di sostenere in modo positivo l’ansia collegata all’incertezza per le conseguenze delle proprie azioni. Un manager non è infallibile, sa che può sbagliare, ma può rispondere a questa situazione in modi diversi. Vi sono cattivi manager che rispondono ostentando una continua e strafottente sicurezza, altri che si ostinano a ripetere i dettagli per non considerare l’alea e infine i buoni manager che lasciano che la loro umanità, ovvero l’impossibilità di essere perfetti agisca spingendoli a riflettere, prendere informazioni e interrogarsi sui propri processi decisionali prima di scegliere comunque con risolutezza. I primi, i cattivi manager, se trasudano tracotanza si fidano solo di sé e non fanno crescere l’organizzazione, sono degli scommettitori oppure talvolta in segreto si affidano ciecamente a consulenti di turno che li convincono di avere la risposta, sembrando simili a chi si rivolge a fattucchiere ed astrologi, nella loro cieca ottusità.  Dimostrano di essere piccoli uomini con piccole idee anche se con tanto potere… I buoni manager, invece, cercano persone che dicano la verità, che gli consentano di non illudersi nelle proprie convinzioni e quando li trovano non hanno il bisogno di giocare al maschio Alfa, perché non coltivano l’illusione della perfezione egocentrica.

In questo articolo sul Financial Times si sviluppano alcune osservazioni critiche su quanto poco i manager siano influenzati dal sapere effettivo cumulato:

FT.com / Business education / Soapbox – Popular fads replace relevant teaching.

Anche the Edge aiuta a comprendere come problemi sistemici quali quelli con cui si confronta il management non possano richiedere risposte semplici e unidimensionali. Edge raggruppa in chiave multidisciplinare persone che si interrogano sui problemi con cui si confronta l’umanità e rendono disponibili a tutti i risultati delle loro riflessioni:

Tools for Thinking – NYTimes.com.

Una Direzione risorse umane ha la responsabilità di far aprire gli occhi al top management e farlo confrontare con queste realtà, prima che sia troppo tardi.

 

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